Cattedrali gotiche,
atmosfere barocche in cui soffoco.
Non riesco a creare parole
così sottili da creare catene
che mi imprigionano.
Come la falena col ragno,
ma io non cederò.
Le mie parole tesseranno
case tra gli alberi,
radure e prati,
Dove fate e folletti
possano vivere,
forse poco imponenti
da toglier il respiro.
Ma risa e litri di idromele
allietano ogni momento,
una dolce luna
placida
naviga nel cielo
per gli amori che nascono.
Creature fantastiche;dall'Irlanda e l'Egitto,
da oriente ed occidente,
giungono per trovar l'ultimo luogo di pace.
E non so spiegare
il perché di questa tristezza nel cuore
che non passa mai
anche se c'è la gioia.
Come rospo in inverno
s'assopisce sul fondo del mio stagno.
Non c'è primavera,
che possa svegliarmi ora.
Vorrei solo un ultima danza al chiar di luna,
che la luce della luna più piena
perché questo fuoco non basta,
se quello scintillio
di chi bivacca con me, sotto le stelle,
son sorrisi o pugnali d'indifferenza.
Morirei in un tuo respiro,
eterna vita che non mi da tregua,
ombre ambigue
con pugnali in una mano,
abbracci carichi d'amicizia nell'altra.
Ed intanto un fortepiano suona,
atmosfere barocche,
cariche di significato e di nulla.
Templi le cui volte
arrivano al cielo e lo perforano
facendo piover sangue.
Ed è una ferita che non si cauterizza,
perché devo espandere il cuore
per contenere,
tutto questo amore
Dove sei mia stella del vespro
sospiro d'un poeta innamorato.
Dov'è il giusto e lo sbagliato,
quando alberi dalle foglie d'ambra
tornano a ghermire il mio sentiero.
Dov'è il mio mondo
la cui volta son le stelle,
gli alberi pulsanti di vita
sono i lungimiranti custodi dei miei segreti.
dov'è il riposo, ma devo ancora lottare.
Ancora una battaglia,
poi non è vero
che si dimentica il dolore,
che ci si abitua ad uccidere,
ma cosa non farei per quel sorriso,
per proteggerlo ancora,
per rivederlo ancora,
per viverlo ancora,
sempre un'altra volta.
Ed a volte non mi sembra di vivere davvero,
perché la realtà non può esser così maledettamente brutta.
Servo di un dio beffardo dai colori vivaci
mi ritrovo a vivere in abiti non miei
di godere di un sonno finto,
quando vorrei esser sveglio.
e mi ritrovo a curare e subire
questo male che è la vita,
che si nutre di delusioni
ed elargisce pochi sorrisi.
Ma alla fine tutti c'è la teniamo stretta.

You are The Magician
Skill, wisdom, adaptation. Craft, cunning, depending on dignity.
Eleoquent and charismatic both verbally and in writing, you are clever, witty, inventive and persuasive.
The Magician is the male power of creation, creation by willpower and desire. In that ancient sense, it is the ability to make things so just by speaking them aloud. Reflecting this is the fact that the Magician is represented by Mercury. He represents the gift of tongues, a smooth talker, a salesman. Also clever with the slight of hand and a medicine man - either a real doctor or someone trying to sell you snake oil.
What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.
Desideravo le tue labbra,
le cercai,
si schiusero.
La tua lingua
tagliente e fredda come una spada
mi ferì,
il sangue inizio a sgorgare in me.
Sono già qui, cretina! Vieni avanti
e vorrei scrivere i pensieri sul mio corpo
per evitare che volino via e si perdano nell'infinito.
3.15 am (eh sì, finisco di lavorare proprio a quell'ora)
Anthony <mega sbadiglio>
Io <sbadiglio>
Anthony Mamma mia che abbiocco
Io A chi lo dici, peccato che io sia il guidatore, quindi domani potremmo svegliarci in un fosso con l'auto rotta
E ruberò per te la luna Se il buio ti farà paura. Druidi nostalgici che bevono ippocrasso. Negroamaro. San Siro 2008. Uno scoiattolo alla ricerca del Graal investe pedoni zombie con la sua station wagon. Poeti ricercatori della propria spada massonica ma tentati da una claymore un po' troppo esosa. tanto non m'importa quanto cielo dovrò strappare per coprire e accarezzare quel sorriso che neanche il mare sa di avere.Cercare Wally ma si rinuncia per la ricerca della gnocca vestita di blu nel mare umano di San Siro. Rune richiamate come mandala contro i sortilegi. Tu non puoi passare. Libri usati a profusione come i piccioni in piazza Duomo. Caffè americano non da assaggiare ma da criticare. Giapponese da finire con lo zenzero per digerire. Esami in vista e poca voglia di realizzare. Io e Federica dei servizio 12 da ascoltare almeno 2 volte di fila da tradizione. Finire. Muoversi: Grafica per il sito. Scrivere Romanzo. Inventare linguaggio. Elfi. Neologismi. Fumetti. Ispirazione. Disney. Citazioni. Corso di poesia. Amicizia. Mai fermarsi. Il cuore che scoppia. Ancora una volta. Algiz. Raitho. I cigni. Rune e tarocchi. Nome indiano l'inutile il mio zampe da coniglietto peloso. Idromele. Progetto di cena giappo/italiana. Leggere e sognare. Sognare e leggere.
Yeah, Trilli infiniti, stay metal. Eh, la mia psiche se ne va tra i romanzi della Mayer e di Douglas. Ma non so, oramai sono troppo selettivo nei miei libri, non vedoo l'ora di tornare al mio terry pratchett e di leggere e poter animatamente criticare, i romanzi fantasy di autori italiani che ho comprato.
flabrum.it under costruction, cos'è flabrum (ovvero alito di vento in latino) il mio personal site, per consigli, collaborazioni o qualsiasi altra cosa, riguardi un interessamento, basta contattarmi.
Graffiava e grattava,
il lupo.
Così nel buio,
si percepiva la sua presenza intorno alla barriera.
Chissà se la principessa
voleva esser salvata o che la barriera cedesse.
Oggi ho resuscitato questo blog, con lo strano pensiero, della mente e del cuore, cosa desidera l'uno, cosa desidera l'altro. Cosa sappiamo della realtà, leggendo questi brevi versi, il lupo sembra un entità malvagia, ma è così e quella barriera sarà una protezione. cosa ne sappiamo, noi sappiamo ciò che vogliamo sapere, ci creiamo la nostra realtà perché ciò che vediamo e ci vien riportato è sempre soggettivo.
Siamo qui
come il fuoco che può
bruciarmi o scaldarmi,
come la notte in cui
trovare la magia o perdermi,
siamo qui
tutto è niente
niente è tutto,
vale la pena di morire per vivere
ma non vale la pena di sorridere senza te,
perché questa non è una fiamma
ma un sole che mai si spegne.
Sono qui,
non mi senti,
non senti come grido alla luna.
Il mio cuore è nero,
il nulla è nero,
la morte è nera,
il caos è nero,
il nero è il nulla
il mio cuore è nero.
La mia anima non esiste,
la parte più bella
è rimasta con te
ciò che è rimasto
lotta con le tenebre
per vivere,
per diventare il manto nero del cielo
su cui sono appuntate
le stelle.
Note che aleggiano nell'aria
un violino nela notte
suona malinconico,
smettila di rompere i silenzi.
Troppi angeli dalle ali nere a cui badare
artisti ubriachi
che vivono in mondi imperfetti
ma decisamente migliori di questo.
E mentre tutto crolla,
mi prendo la licenza poetica
per lasciarmi un piccolo
lieto fine.
Trombami, a mia astinensa nao ha limiti
Chiami solo quando litighi
Con il cesso che s 'intasa, ti corteggio, ti do il bianco in casa.
Trombami, io ti sbavo dietro ormai da secoli
Mi racconti dei tuoi uomini perché sei bastarda dentro.
Sono stanco di 'sto sbattimento, trombami.
Mi telefoni la notte domandando il mio consiglio.
lo vorrei trombarti a sangue travestito da coniglio.
Te l'ho già detto, presto o tardi ti incapretto.
Tromba mi, ti posso anche pagao, nao fatti scrupoli.
Non protesto se mi justighi, se mi metti 'e manette.
Se ti va riempimi di botte, ma trombami.
Ho arredato la mia stanza come un piccolo casinho.
Ho comprato il necessario per legarti al comodinho, ho anche il frustinho.
E mi dici andiamo al cine, trombami.
Trascinato via
dalle onde del tormento,
onde di passione,
un oceano di passioni.
Io destinato ad affogare,
morire,
c'è un silenzio dove amor mio
non puoi arrivare.
Il buio ed il silenzio del fondo
dell'oceano.
Se annegherò sarà tutto perso
ma io troverò la calma senza emozioni.
Se sopravviverò anche questa volta
dovrò affrontare ancora ed ancora
emozioni che scorrono nelle mie vene,
che muovono l'aratro con cui semino
i campi delle mie poesie,
perché il nero inchiostro
non sono altro che
le mie lacrime e i miei sospiri,
i miei sorrisi e la mia determinazione.
Perché questo mondo,
da morto o da vivo,
non vale la pena d'esser visto
senza prima rivedere te.
Sono solo,
guardo i miei desideri
cadere ad uno ad uno
come foglie in autunno,
quei colori accesi io l amo,
ma in questo momento
sento solo dolore,
sono solo.
vivi come il coyote selvatico, mai come l'albatro sulla terra
A volte, sento troppo pesante, questo fragile involucro che mi fa da corpo, in questa vita così frenetica, a volte mi sento morire. Mi sento l'ago, che non sa dove voltarsi, perché ogni punto cardinale è svanito, volubile, dimenticandosi di come sia importante per me. Mi sento qui pronto, con la spada sguainata, con gli occhi pavidi che solo un eroe può avere, pronto ad affrontare una guerra santa, per dei che ora non si celano e chiedono una fiducia, donando il ghiaccio invernale al posto del dolce tepore primaverile. Sono qui intrappolato nella roccia, ma già vorrei il sollievo d'esser alito di vento, questi momenti in cui, le stelle dell'Orione, che formano la mia forza, che scorre come sangue nel mio essere, si spengono e tutto fanno tacere. In momenti come questi, verso lacrime vermiglie, e freddo guardo il cielo, come un coyote che ha perso tutta la sua vitalità, perché non è solo lei la polare della mia vita che mi scalda il cuore, ma ognuna delle nove stelle del mio cuore, se pesata ha la stessa importanza seppur di diverso colore. Come un angelo decaduto, serro le mie ali violetto, intorno a me, una difesa inutile, perché sentirò ancora male.
Ciò che voglio
è qualcosa che ancora non c'è.
Un po come già aver visto il fiore
quand'è inverno,
chi vede quel prato non vede nulla
non sa dei semi che vi sono piantati
ma io sento che lì ci sono
e già sento primavera,
già vedo quelle magnifiche calle.
Ciò che amo,
ancora non c'è
ciò che desidero
solo io riesco a vederlo,
ma non sono matto,
ho solo gli occhi
già persi nel futuro.
Senza lei,
mi sento come una bussola
che non sa più indicare il nord.
Certo che le donne della mia vita, hanno la brutta abitudine di sparire quando ho bisogno di loro. Eppure non credo di firmare con loro un contratto ove sia inclusa la postilla "io in qualità di persona speciale nella tua vita, sparirò al momento in cui hai bisogno", ma neanche per tacito assenso ho dato questa autorizzazione. Donne, non puoi vivere con loro ne senza di loro, anche perché quando tornano con gli occhioni dolci, mica puoi sbattergli la porta in faccia, cioè non sempre, dipende se se lo meritano. Poi sarà la mia vita da poeta, sempre dietro a ragazze che adorno di fasti, come muse, le mie muse, io ne ho nove ma ognuna di loro mi fa penare e mi farà penare, se solo ci fosse un attimo di quiete nel vento,se solo non fossi continuamente sospinto dal vento come una banderuola che si sfila dal palo che la trattiene dal volar via e si perde nel cielo infinito (o per licenza poetica dovrei dire nei cieli?). Comunque meritano di legger la mia depressione, infondo l'ispirano.
Io ho bisogno di voi,
stupide danzatrici della notte,
perché non lo capite,
perché non smettete
di far piroette intorno a me,
fermatevi un istante,
datemi la tregua di un istante,
per sentire il vostro respiro,
per sentire il mio cuore
avere un ritmo normale,
non chiedo molto.
Non ho la tua forza
principessa d'Islanda,
sono tenace sì,
ma mi spossi.
Dea del vento non ho
la tua fierezza,
io a volte abbasso lo sguardo
e continuo verso la meta.
Amore, quanto mi manchi
come le altre,
a volte mi chiedo perché
ci sia un muro
così sottile ma resistente
come il diamante,
io ti vedo,
il sangue bagna quel muro
il mio sangue,
le ferite per abbatterlo,
le lacrime dell'attesa.
Ma niente,
non ho fortuna con voi donne,
anche se fate danzare
le parole e ciò
che di bello c'è in me.
Notte illuminata
dolce tepore,
momento di catarsi,
per perdersi e ritrovarsi,
per fondersi e lasciarsi,
distanze che l'anima colma,
non ci sono distanze,
nulla è impossibile,
quando cala il sole.
Ti odio e ti amo notte,
perché in te provo nuove emozioni
ma le vecchie ferite tornano a sanguinare.
Ti odio e ti amo notte,
perché ciò che mi fai
non posso evitarlo .
Allora, che attimo dovrò cogliere non sperando nel domani, molti, già ne ho colti alcuni. Da baco mi preparo a divenir farfalla, per ora il corso di poetica e di inglese proseguono bene, francese poi dovrei iniziarlo in settimana. Le mie letture sono notevolmente aumentate e si sono diversificate, leggo poemi e testi latini o greci, ma non dimentico l'attuale panorama italiana e quando sarò pronto anche in altre lingue, per prima cosa l'inglese ed il francese e poi si vedrà, panta rei o per dirla in latino tempus fugit.
Ma la storia cosa insegna, niente a chi non sa ascoltare le sue parole. Ma sembra che l'Italia stia diventando completamente sorda, o molto più semplicemente la maggiorparte del mondo, il mondo si sfalda, non ci sono più i sogni, se non quello di diventare "calciatore" o "velina" (sempre parlando dell'Italia). Se parliamo del resto del mondo, il discorso cambia, ogni paese nel suo, sembra divenire una succursale dell'America e del suo modello, che vuole più la crescita dell'ego, piuttosto che di una sana vita, se Esiodo ne "le opere e i giorni" parlava di come il lavoro nobilità l'uomo, ora mi sembra che si guardi più a ciò che sei esteriormente e non a ciò che sei all'interno. Io di mio lo dico sempre, sono un dark nell'anima, ma non fuori, posso pensarla e sentirmi decadentista "quanto basta" sempre o ascoltare la musica gothic, quanto voglio, ma ciò che son fuori non sarà mai l'immagine riflessa e distorta che faccio intravedere esteriormente. Il mondo va verso una fine, lo sento, sento il lamento nel giorno, tra le betulle che ondeggiando al vento, come cavalieri urlanti per darsi coraggio prima dell'ultima battaglia. Ma se stiamo andando a morire, almeno facciamolo con dignita, ognuno faccia ciò che si sente, io nel mezzo del mio cammino che mi porterà alla mia meta e ad un nuovo inizio, non ho più il sangue nelle vene, o forse non permetto al mio corpo di sanguinare alle nuove ferite che tornano, diverse eppure gemelle, perché anche se i carnefici sono altri, le mie idi di Marzo mi sembrano sempre uguali, meccanicamente fredde, si sbaglia sempre e ci si accorge dell'errore solo dopo averlo commesso nuovamente e nuovamente, all'infinito, in un modo perpetuo di tentativi e dolore.
Farò
di tutto,
per poter esprimere
in versi,
ciò che tu sei
amor mio.
Te lo giuro.
Non c'è nulla di più bello,
di una musa,
della musa,
di lei.
Ora sempre,
bellezza ammaliante,
rinnegata da invidiosi.
Pallida luce, nell'oscurità,
fulmini, tempeste,
natura ribelle, stella tra le stelle,
forza, grazia, ogni cosa,
perché un tuo solo sorriso,
può smuovere il mondo.